Storia dell’Istituto

L’Istituto Tecnico Agrario Garibaldi di Roma prende origine dalla Scuola Podere che, per iniziativa del Comizio Agrario, venne aperta in Valmontone, con il concorso dei Ministero per l’Agricoltura e delle Amministrazioni Provinciale e Comunale di Roma, nell’anno 1872.

Verso la fine del 1875, la scuola fu trasferita in Roma nel Casale di S. Pio V°, villa di proprietà del Principe Corsini sito sul Gianicolo, tra Porta San Pancrazio e Porta Cavalleggeri.

Nel 1882 la Scuola Podere venne trasformata in Scuola Pratica dì Agricoltura e cessò ogni dipendenza amministrativa dal Comizio Agrario. Successivamente, con la legge del 6 Giugno del 1885, (che metteva ordine in tutte le iniziative inerenti l’istruzione agraria) la Scuola Pratica di Agricoltura di Roma passò alle dipendenze dei Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, cessando di essere così un ente scolastico autonomo.

Nel 1907 la Scuola fu sistemata in via provvisoria in alcuni locali della Tenuta di S. Alessio sulla via Ardeatina, sede nella quale si trova ancora oggi.

Con la deliberazione del 22 maggio 1923 la Regia Commissione approvava il progetto di costruzione di un fabbricato per la Scuola Convitto nella Regia Scuola Pratica di Agricoltura di Roma. Il fabbricato della Scuola Convitto è stato realizzato sopra un’altura sita quasi al centro della tenuta e venne consegnato nel 1928.

I vecchi fabbricati esistenti furono adibiti a servizi accessori (abitazioni del personale, oleificio, caseificio, ecc.)

Nell’ottobre 1933, con la legge 15 giugno 1931 n° 889, la Scuola pervenne all’attuale ordinamento di Istituto Tecnico Agrario.

Ancora oggi l’Istituto è ubicato in Via Ardeatina n°524, tra Via di Grotta Perfetta e Via di Vigna Murata, è dotato di Convitto  maschile con relativa mensa scolastica e di Azienda Agraria di circa 67 ettari destinata a laboratorio didattico per gli allievi.

LA TENUTA DI S. ALESSIO

i sotterranei

I sotterranei

La tenuta di S. Alessio  occupa attualmente il territorio compreso tra le attuali via Erminio Spalla, via di Grotta Perfetta, via Ardeatina, via di Vigna Murata.

Il sito era certamente frequentato già in età romana.
Infatti sotto le strutture del casale di Vigna Murata, posto all’inizio della tenuta sull’altura che sovrasta la via Ardeatina, a seguito delle ricerche condotte dai docenti e dagli studenti dell’Istituto nell’ambito del progetto “Adotta un monumento”, è stato identificato un pregevole criptoportico che denuncia la presenza di una villa romana.

veduta dei resti del S. Alessio

Veduta dei resti del S. Alessio

In età medievale, sembra fin dal X secolo, detta area e oltre, compreso l’attuale quartiere di Fonte Meravigliosa fino ad arrivare alla Cecchignola, veniva ricordata come tenuta agraria di pertinenza del monastero di S. Alessio sull’Aventino, dal quale prese il nome.

Più o meno al centro, dove ora è tracciata via di Vigna Murata, correva il fosso di S. Alessio. Fortemente probabile che i resti della villa romana siano stati utilizzati, come in molti altri esempi, per edificare un casale da adibire agli usi della tenuta.

veduta dei resti del S.Alessio

Veduta dei resti del S. Alessio

Esistono inoltre documenti attestanti che almeno nel XIV secolo il monastero dell’Aventino affittò il casale di S. Alessio (ora di Vigna Murata) a privati e di questo stesso edificio si conservano notizia e disegno in una pianta acquerellata della tenuta risalente al 1646, in cui è detto di proprietà di Curzio e Giacomo Mignanelli: vi si scorge anche una via interna interpoderale che dalla chiesa della SS. Annunziata conduceva alla Tenuta delle Tre Fontane, probabilmente una porzione del tracciato che portava alla visita delle Sette Chiese.

Nel tempo a seguire nello stesso luogo del casale deve essere stata costruita una chiesa perché la struttura che oggi rimane ne conserva la volta e il campanile a vela. Forse in quel periodo doveva esistere il monastero di cui rimane memoria in chi ha abitato nella tenuta di S. Alessio.

mappa

Mappa Tenuta del S. Alessio

I commenti sono chiusi